Trovami un modo semplice per uscirne.

Etiopia2012 783

Spesso mi chiedo: Se fossi ancora la? Se al mattino mi svegliassi ancora in mezzo a quelle manine scure come il petrolio che sfioravano il mio viso chiaro e i miei capelli rossi e lisci come spaghetti? Come mi sentirei insieme a quei bimbi che per strada si aggrappavano ai miei vestiti semplicemente per chiedermi di guardarli, di accarezzarli o di ricambiare il sorriso?

In Etiopia mi sentivo amata, continuamente abbracciata dalle persone, cullata da quel loro bisogno di sorrisi e di cantare. Mi hanno insegnato a celebrare ogni piccolo gesto e a rendere speciale ogni avvenimento della vita perché potrebbe diventare un tesoro di valore inestimabile.

Tutte le sere prego per ogni singola persona che ho incontrato in Etiopia. Tutte le sere spero che ogni bambino a cui ho donato un pezzo del mio cuore si ricordi di me.  Tutte le sere ripenso ai bambini ricoverati nell’ospedale di Wolisso e prego perché abbiano trovato una cura degna per ognuno di loro. Tutte le sere spero che ogni genitore di ogni bambino che ho conosciuto non si dimentichi mai di continuare ad insegnare ai figli i veri valori  della vita: la solidarietà tra le persone, la capacità di condividere il poco che si ha e l’umanità che contraddistingue il popolo africano.

So che tu, Africa, non senti il bisogno di me, ma io mi sono resa conto che non so stare senza di te. Tornerò, l’ho promesso a me stessa.

 

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