Il Burundi che cammina…con i piedi delle donne!

13

Più volte mi sono chiesta: “Marti, dannazione, cosa ti spinge a tornare in Africa per la seconda volta?”, mentre ero in Italia, non riuscivo a darmi una risposta, sentivo dentro me un forte desiderio che mi spingeva verso quel paese lontano. Appena atterrata a Bujumbura tutto era chiaro, nel mio cuore sentivo di essere tornata a casa: gli odori forti e decisi, i colori sgargianti e vivaci, la pelle scura, la terra rossa, i sorrisi delle persone. L’Africa mi fa stare bene, davvero bene, è un posto dove le relazioni tra le persone sono più vere, leali e durature. Tornare in Africa è stato un po’ come tornare a viaggiare dentro me stessa, dentro il profondo del mio cuore.

Durante i miei primi attimi in Burundi ero bombardata da emozioni discordanti, ero felice ma allo stesso tempo avevo una tremenda voglia di tornare in Italia, dalle mie certezze, dai miei amici, dalla mia famiglia, dalla mia vita piena di stress e routine quotidiana.

Arrivare in Burundi è come arrivare in un’altra dimensione, in un mondo parallelo, opposto, pieno di contraddizioni e capace di stupire in ogni pezzetto di vita quotidiana che mi appariva davanti agli occhi mentre percorrevo quella strada terrosa che mi portava a Mutoiy.

1230060_10201872996656953_783268720_n

Tante sono le immagini, gli attimi di vita scolpiti nel mio cuore e nella mia mente, sono partita dal Burundi con la voglia di testimoniare ciò che avevo visto, di raccontare tutte le esperienze fatte e poi improvvisamente, arrivata in Italia non sapevo da dove partire, mi sentivo smarrita, piena di cose, oggetti, comodità che di fatto in Africa non mi mancavano per niente. Mi sentivo vuota, mi mancavano gli incontri con le persone, del fermarsi a parlare per strada, anche per ore, con persone sconosciute, l’abitudine alla condivisione (ne abbiamo così poca qui). E mi manca tutt’ora.

burundi 2013 460Le donne Barundi camminano per ore sotto il sole cocente, con un bambino sul dorso, una fascia di stoffa sulla testa, una brocca d’acqua in mano e una posizionata sulla testa, con una eleganza naturale che neanche la più brava modella Occidentale riuscirebbe ad imitare.E’ difficile descrivere, ed è ancora più difficile capire, le emozioni cha l’Africa può regalare.

Indossano un’esplosione di colori, abiti meravigliosi pieni di fantasia, creatività e tradizione.

Non ammetteranno mai di essere stanche, zappano per ore una terra che il marito ha preso in eredità dalla famiglia, raccolgono quella poca verdura che riescono a coltivare nel piccolo orto, camminano, percorrono centinaia di kilometri al giorno ma non ammetteranno mai di essere stanche. Le donne africane parlano con gli occhi, con lo sguardo chiedono aiuto, urlano un appello muto, silenzioso e disperato. I primo giorni mi arrabbiavo, avrei voluto abbracciarle tutte, avrei voluto gridare per loro, prestare loro la mia voce abituata alla libertà di espressione, avrei voluto urlare per le loro vite spezzate, frantumate da un matrimonio precoce, da gravidanze acerbe e da un marito che non sa cosa vuol dire amare.

Avrei voluto protestare con loro e per loro. Avrei voluto dare loro la speranza.

La speranza di una vita nuova, felice.

Adoro queste donne costruttrici di pace e tessitrici di relazioni.

I bambini hanno i sorrisi più belli del mondo, i loro occhi sono sempre pieni di luce, non piangono mai, non sanno cos’è il dolore, non piangono neanche quando hanno i piedi sanguinanti per le pulci o quando hanno la pelle scavata dagli acari della Scabbia.

18

I bambini più piccoli stanno attaccati al seno della madre, un seno avvizzito, vuoto, cadente per le troppe gravidanze.

Qualcuno di loro ha pianto guardandomi negli occhi, chissà cosa avrà visto nel mio sguardo, forse tristezza, rassegnazione o voglia di amare.

Che strano, non pensavo di apparire così diversa ai loro occhi.

Ballano e cantano sempre, corrono quando vedono un bianco all’orizzonte e sono felici.

Se c’è un particolare che amo dell’Africa è il SORRISO. Mi sconvolge, mi crea un bombardamento di emozioni contraddittorie nel cuore.

Mi sconvolge perché mi rendo conto che in Africa non hanno congelato i sentimenti come è successo in Italia, la gente vive di emozioni, di passioni forti che non sono l’alcool, la droga e il sesso ma sono quei valori veri e autentici come l’amore, l’amicizia, la solidarietà, in Burundi le persone sono sinceramente preoccupate per il vicino di casa malato, per l’amico a cui è caduta la casa o per la vedova rimasta senza terreno.

burundi 2013 312

Mi sembrava quasi che il regalo più grande che io potessi fare a loro, fosse guardarli, parlare con loro, donare un po’ del mio tempo, quel maledetto agglomerato di secondi che appare così prezioso in Italia, là non ha lo stesso valore, o forse non ha per nulla valore. In un attimo, improvvisamente ti ritrovi a sorridere urlando “Amahoro!!”, non ti rendi bene conto del motivo per cui lo fai ma non ne puoi fare a meno.

Anche se l’Africa fosse vuota, senza luoghi incantevoli da visitare, senza mari, foreste e savana ricchi di fauna e di flora, anche se non ci fosse nulla fuorché i suoi abitabitanti rimarrebbe comunque nel cuore di ognuno dei suoi visitatori perché la straordinarietà dell’incontro con il popolo africano sta proprio nella sua capacità di modificare in te qualcosa.

foto modificataSono andata in Africa pensando di portare qualcosa, sono tornata scoprendo che loro avevano arricchito il mio cuore e aperto la mia mente.

Perché in fondo, è vero,  non importa il viaggio che si fa, né quanto distante sia la meta, ma sono importanti i piccoli e grandi passi fatti dentro di noi.

Dopo aver visto l’Africa niente è più come prima.

Annunci

6 pensieri su “Il Burundi che cammina…con i piedi delle donne!

  1. Sono stata in Burundi anch’io, è stato nel 2009, luglio del 2009. Mentre leggevo, mentre ti leggevo ho rivisto tutto e avevo i brividi, quanto vorrei tornarci. Ero a Bujumbura, nel centro giovani di Kamenge. Nei quartieri nord sembra non essere passato un giorno dalla guerra e la povertà è assoluta però c’è il sorriso e ci sono cosi’ tante altre cose ed emozioni e situazioni che avrei voluto fermarmi per sempre.

    • Sono stata anch’io per qualche giorno dai Padri Saveriani! Fanno un lavoro pazzesco per i ragazzi di Buja!!! Poi la dentro c’è un clima di accoglienza e fraternità che mi ha lasciata senza parole!!!
      Amo l’Africa!

  2. Pingback: Liebster Award <3 | vivointempibui

  3. Favolosa!! Tu, l’Africa e la tua descrizione in questo post. Si comprende meglio il mal d’Africa. Non sono mai stata purtroppo, ma è nella lista delle cose da fare …
    🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...