Monopolandia.

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Un giorno di tanti anni fa, ero in vacanza a Cervia con mia mamma e mio fratello, nel nostro stesso hotel c’era un’anziana signora, si chiamava Felicita. Il suo nome mi faceva sempre riflettere, non capivo come avessero fatto i suoi genitori a sapere che nella vita avrebbe avuto sempre un grande sorriso, la guardavo mangiare, parlare con molte persone, accarezzare il suo cucciolo di cocker nero e rideva sempre, non ricordo di averla mai vista triste.

Quell’anziana signora, durante l’estate mi insegnò a giocare a Monopoli. Diceva di avere una strategia segreta per essere imbattibile, la guardavo sempre accumulare tutto quello che poteva e alla fine diventava sempre la padrona di tutto il tabellone. Ogni giorno mi ripeteva sempre “Un giorno imparerai a giocare, Martina!”, io ridevo e le dicevo che non avrei mai potuto diventare brava come lei, non sapevo la ricetta segreta.

Durante l’anno giocai a Monopoli quasi ogni giorno per più volte al giorno; e quell’anno imparai a giocare. Quando arrivò Giugno e rincontrai la vecchia signora Felicita, le dissi che avevo scoperto il segreto: “l’unico modo per vincere è essere egoisti , devo dedicarmi solamente all’acquisizione di più cose possibili”. Imparai a capire che i soldi e i possedimenti erano l’unica cosa che valeva davvero e che mi avrebbe permesso di vincere. Ero spietata, ancora più della vecchia signora. Quando mi misi a giocare con lei, le presi tutto ciò che aveva e durante la partita la guardai perdere dal primo all’ultima lira fino a lasciare il gioco. Ero pronta anche a barare pur di vincere.

In quel momento, che ricordo benissimo, mi disse: “Ora tutto torna nella scatola”. Non riuscivo a capire cosa volesse insegnarmi quella volta la signora Felicita, ci vollero molti anni per capirlo. 

Tutte quelle case ed hotel. Tutte le ferrovie e le società di servizi… Tutte quelle proprietà e tutto quel magnifico denaro… Ora torna tutto nella scatola. Niente di tutto ciò era realmente mio.

I giocatori vanno e vengono. Case e automobili, titoli e vestiti… persino il mio corpo. Il fatto è che tutto ciò che afferro, consumo ed accumulo tornerà nella scatola e perderò tutto. Quindi non devo mai dimenticare che tutte le cose materiali che compro, le gioie fittizie che provo, tutte le volte che mi sento realizzata e felice dopo aver ottenuto qualcosa di materiale, tutte quelle volte la FELICITA’ scomparirà dopo l’ebrezza del momento.

Quindi la signora Felicita quel giorno di Giugno mi insegnò una grande regola di vita importante:

“Cos’è davvero importante nella vita?”

Non smetterò mai di cercare la vera felicità anche a costa di sentirmi un pò sola, ogni tanto. Non smetterò mai di cercare delle persone con dei valori veri, che mi vogliano bene davvero. Non smetterò mai di emozionarmi quando un bambino mi prende per mano e cammina al mio fianco. Non smetterò mai di stupirmi per le piccole cose. No, non lo farò.

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Scusate la mia assenza di questi giorni, è un periodo un pò difficile, casini nella mia testa che non vogliono sistemarsi.

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