#StorieDiVita: Matteo, “Soltanto” un artista di strada.

Sapete che ho una tremenda passione per la musica Indipendete, apprezzo molto i ragazzi che faticano a sbarcare il lunario ma che non smettono mai di fare musica e amare la music.

Ecco, Matteo è un artista di questo genere. E’ un artista di strada e che artista! L’ho incontrato un bel pò di volte per le strade di Milano e mi sono sempre fermata ad ascoltarlo per un tempo che avrei voluto non finisse mai.

Penso che la scelta di cambiare radicalmente vita per inseguire un sogno sia una delle cose più coraggiose che si possano fare.

Vi propongo oggi un articolo uscito per La Repubblica e un pò di suoi pezzi che ha trovato in giro nel web!

Matteo….È un ragazzo di strada che alla gente non concede il corpo ma il cuore, suonando la musica sua e di Coldplay, Oasis, De Gregori. Ma Matteo Terzi, in arte Soltanto, non è soltanto (appunto) un musicista di quelli che incontri nelle piazze, chitarra in mano e custodia aperta per raccogliere le offerte. Anzitutto è bravo, uno di quelli che ti è inevitabile fermarti ad ascoltare, per la tecnica e l’aria sempre felice, di chi davvero si sta divertendo, e infatti nel centro di Milano c’è sempre un capannello attorno a lui, piedi nudi perché gli piace il contatto col selciato, “è come se sentissi e trasmettessi le onde emotive”. Secondo, adesso è diventato un caso, producendo il suo primo disco degno di questo nome, Le chiavi di casa mia, pagandoselo col crowdfunding e riempiendo uno dei locali simbolo di Milano, la Salumeria della musica, col concerto di presentazione. Ma per lui i numeri non sono un problema: se diciamo il primo disco “degno di questo nome” è perché negli anni passati se ne è fatti in casa due, di quelli venduti per strada a libera offerta, e ne ha piazzati 25mila. Alcuni glieli hanno pagati anche col baratto: “Un preservativo che forse era un invito, un cane fatto di palloncini, una foto di Amsterdam, e anche una banconota da 50 euro, falsa”.

Ventotto anni da compiere a giorni, milanese, Matteo dopo la laurea in Scienze politiche ha fatto una cosa già poco pensabile normalmente figuriamoci adesso: ha mollato lavori certi e ben pagati (venditore di pubblicità, impiegato in una casa di produzione cinematografica) per la musica di strada, iniziando con un tour senza soldi, in autostop, con uno zaino, una tenda e una chitarra, tra Francia e Spagna. Ulteriore pernacchio allo spirito dei tempi, ha detto di no a due talent show, “volevo restare libero”.

I suoi toni sono tenui, romantici, anche un po’ sconfinanti nello zuccheroso e si ritrovano nel disco, realizzato dopo essersi iscritto al sito Musicraiser, il primo serio progetto di crowdfunding italiano, alla fine del 2012: “Mi servivano ottomila euro e in cambio di una donazione offrivo ricompense come la citazione nei ringraziamenti del cd, un concerto privato a casa, la composizione di una canzone ad personam. Me ne sono arrivati 10mila, con una rapidità che mi ha sbalordito e commosso”. Le chiavi di casa mia può vantare le collaborazioni di musicisti come Simone Chivilò (chitarrista di Massimo Bubola), Diego Baiardi (pianista di Pacifico) e Carlo Macrì (della Banda Osiris) e contiene 8 canzoni scritte per raccontare i momenti più significativi dei viaggi musicali di Soltanto per Italia e Europa. “Viaggi che mi hanno fatto capire che la vita vera è lontana da quella quotidiana, del business, dei bilanci da far quadrare, dell’accontentarsi. La vita è osare, incontrare persone, emozionare ed emozionarsi con la musica, ascoltare le loro storie, raccontarne qualcuna se la si ha. Io posso raccontare di quando mi sono sentito come nel film Into the wild, costretto a rifugiarmi per tre giorni in un pulmino abbandonato nei boschi dell’Ardeche. O del vecchietto spagnolo che prima si allontanò infastidito dalla mia musica per poi tornare con dei panini imbottiti fatti apposta per me”.

Ma ovunque vada, questo romantico vagabondo non è solo. È pieno di amici, anzi. Quelli che porta nel cuore. I 13mila che ha su Facebook. Quelli che conquista giorno dopo giorno con i suoi concerti per strada. E Cristina, che non è la fidanzata, ma la sua chitarra Gibson 200, che ha la tracolla autografata da Noel Gallagher. “Me lo ha fatto incontrare un amico. Perché gli amici sono tutto nella vita, sa?”.

fonte: http://www.repubblica.it

 

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