Storia d’inverno: sì o no?

20140224-010126.jpg

Ieri sera sono stata a vedere Storia d’inverno al cinema senza aver letto prima ne la trama ne alcuna critica a riguardo, ero completamente senza pregiudizi.

Finito il film mi sono resa conto che non riuscivo a capire se ero soddisfatta di ciò che avevo visto o se ero indifferente (che è decisamente molto peggio del dire “oddio che schifo!”).

Incuriosita oggi sono andata a spulciare nei vari blog le critiche sia italiane che americane e la domanda che mi sono posta è stata: ma è davvero così brutto?

Insomma, il film ha solo il 15% delle recensioni positive, un pò pochine non vi sembra?

Comunque io ho deciso di scrivere una recensione assolutamente personale su questo film che mi ha lasciata perplessa. Se anche voi guardandolo avete pensato: “Ma mi piace davvero ciò che sto vedendo?” “Oddio, mi piace da pazzi!” “Ma quanto è sexy Colin Farrel??” “Mi annoio da morire, voglio uscire al più presto altrimenti mi metto a limonare con il ragazzo seduto vicino a me!”. Beh, se avete pensato ad una di queste cose o anche a tutte….Fatemelo sapere!

La trama un pò caotica:

Siamo a Manhattan, a inizio novecento ma anche ai giorni nostri. Peter Lake (uno stragnocco Colin Farrel con caschetto da tamarro), è un ladro di talento, sopravvissuto a un destino tutt’altro che roseo, ed è in fuga dal suo ex boss Pearly (un Russel Crowe decisamente dmeoniaco e…grosso!), il quale lo vorrebbe morto a tutti i costi (il motivo non è poi così chiaro!). A un passo dall’essere catturato e ucciso, però, Peter verrà tratto in salvo da un cavallo bianco (alato per di più), un pegaso destinato a salvare l’uomo per condurlo verso il suo ‘miracoloso’ destino, ovvero una fanciulla d (Beverly Penn) dai lunghi capelli rossi, la quale è però gravemente malata (di consunzione) e ha i giorni contati, a meno che un miracolo non intervenga a salvarla. Potrebbe forse essere proprio questa la vera missione di Peter? Eppure, nello stesso luogo ma a distanza di cento anni, quelle stesse storie si ritroveranno intrecciate sempre attorno alla figura di Peter e ancora in attesa di un destino da compiersi. Tra momenti strappalacrime, miracoli disattesi e un Will Smith in versione Lucifero decisamente poco credibile… il bene potrebbe ancora avere la meglio e la “salvezza” primeggiare, anche se in realtà non è proprio chiarissimo chi debba salvare chi…

 

Cosa ho capito:
Cos’è un miracolo? E’ un evento che suscita meraviglia, sorpresa, stupore, perché avviene al di fuori delle leggi della natura e va oltre le possibilità dell’azione umana.Notoriamente i miracoli vengono attribuiti a Dio e l’uomo non è altro che il tramite attraverso cui si manifestano.
Questa è la chiave di lettura con cui ho visto il film .
Questo è un racconto in cui ogni individuo possiede un miracolo personale che realizza in un’altra persona.
Il miracolo della giovane Ragazza dai lunghi capelli rossi, Beverly Penn, è permette a Peter Lake di vincere la morte e di compiere il suo miracolo ben 100 anni dopo.
In realtà è l’amore a permettere questo straordinario evento che sovverte tutte le leggi naturali, ma l’uomo con tutte le sue risorse: la passione, la determinazione, l’amore, la fede, la fiducia può essere l’artefice di tanti e svariati miracoli in ogni minuto di ogni singola ora.

La regia non brilla:

Il film è scritto e diretto dal premio Oscar, Akiva Goldsman, e nonostante si tratti del suo esordio alla regia in molti si attendevano qualcosa di più appassionante.
La sceneggiatura è molto scontata e poco avvincente per tutta la sua primissima parte, il suo talento narrativo si inizia a riconoscere solo nel finale quando la trama inizia a dare segni distinti del suo marchio di fabbrica, troppo poco per soddisfare a pieno le aspettative.
In certi aspetti il racconto degli eventi risulta abbastanza disconnesso e nonostante la grande bravura nel riuscire a toccare le corde del cuore (ho pianto parecchio, c’è un testimone!!!) il risultato finale rimane deludente.

In definitiva, Storia d’inverno, non è un film da evitare, attenzione! Non è un capolavoro da Oscar!
È un’opera incompiuta, un’occasione sprecata, un adattamento decisamente poco fedele che non rende giustizia al romanzo originale.

20140224-010045.jpg

E voi?
Vi è piaciuto? No?

Fatemelo sapere!
Ciao!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...