Buon viaggio hermano querido e buon cammino ovunque tu vada – Cammino di Santiago 2014

Un viaggio interiore ed esteriore, per spiegare che nella vita come in viaggio non è tanto importante la meta, quanto il cammino stesso.

—  Il Cammino di Santiago | Paulo Coelho

Camminare stanca, quanto è vero. Ma ora posso testimoniare che il Cammino di Santiago è una delle esperienze più belle e spirituali che una persona possa fare nella propria vita.

Molti mi hanno chiesto il motivo della mia partenza improvvisa, la sola risposta che avevo in testa era il disperato bisogno di disintossicarmi da un momento intenso e parecchio negativo. Però quando mi sono ritrovata sul cammino mi sono resa conto che non bisogna avere un motivo per partire perché la sensazione che ti da il camminare è talmente bella, talmente piena che anche dopo averla fatta continuamente, per tanti giorni, vorresti continuarla per altri milioni di km e ti riempie di voglia di vivere.

Lasciare tutto il superfluo che ingombra la nostra vita per ritrovare l’essenzialità: tutto quello che ti serve sta nel tuo zaino e lo zaino deve essere leggero.
Partire senza misurare il tempo e dopo appena tre o quattro giorni di camino, subentra un senso di calma e di pace. Tutto quello che occupava le mie giornate sembra già lontanissimo. La sola cosa da fare era andare, camminare.

Partendo avevo l’esigenza di svuotarmi da tutto e da tutti, di stare da sola con me stessa, egoismo? Forse sì, ma vi assicuro che quando ci si svuota e si perdono le certezze quotidiane, le sicurezze che prima ci ancoravano a terra, ci si rende conto che la realtà cambia, improvvisamente le cose VERE per cui vale la pena vivere e soffrire ti appaiono davanti agli occhi e ti accorgi che tutto quello che hai lasciato a casa, lontano da lì, non è vera vita, non è salutare, non è positivo, non ti permettere di farti stare bene.

Il Cammino mi ha permesso una via di fuga dalla realtà, mi ha permesso di guardare dall’esterno la mia vita e di domandarmi se stavo percorrendo la strada giusta, se le relazioni che avevo intrapreso fino ad oggi erano vere, se era utile continuare a sperare di ricucire il rapporto con una persona che forse ormai ha altri interessi, se è salutare sperare che tutto torni come prima. Non ho trovato nessuna risposta a queste domande. Il cammino non da delle risposte ma provoca delle domande, ti sbatte in faccia i tuoi limiti e ti dice: “Bene Marti, ora vediamo come li affronti!”.

Se mentre cammini guardi indietro, rischi d’inciampare. Se guardi avanti e ti trovi di fronte una salita, ti sembrerà impossibile arrivare alla fine. Ma se guardi i tuoi passi e chi o ciò che hai al tuo fianco, arriverai alla fine della salita senza nemmeno accorgertene.

Quando cammini per ore, i dolori alle gambe si fanno sentire, le vesciche ai piedi iniziano a spuntare e hai davanti a te ancora parecchi km, inizia a chiederti se riuscirai a sopportare tutto quel dolore ancora per molto, se è stata la scelta giusta, se forse non avresti fatto meglio a prenotare una vacanza al mare. Poi, quando raggiungi la meta, ti senti forte, è come se nulla potesse abbatterti, come se d’ora in poi qualunque delusione e difficoltà la vita ti metterà davanti sarai capace di affrontarla di petto. Il vero cammino é quello che ti spoglia del superfluo e anche dei pensieri. É quello che ti fa capire che con niente puoi arrivare ovunque.

Il corpo impegnato per ore nella ripetizione dei passi lascia lo spirito libero di vagabondare, e nella mente scorrono immagini, parole,  senza un ordine preciso come se il cervello ritrovasse una libertà di funzionamento.

Il cammino mi ha fatto tornare a una dimensione umana, una dimensione di benessere psico fisica. Lo stare da soli, il soffrire, il camminare, il condividere quel poco che si ha nello zaino con chi si incontra, queste sono cose sui cui la società deve puntare. Piccole cose sui cui ognuno di noi dovrebbe riflettere. Avevo la sensazione di camminare ad un metro da terra dal tanto che mi sentivo bene.

Il Cammino di Santiago non potrà mai essere un cammino uguale per tutti. Pur percorrendo la medesima strada ognuno percorrerà un cammino diverso, noi eravamo in 4 e ognuna ha impresse nella mente sensazione, volti e difficoltà completamente diverse, tanto che mi sono chiesta a volte “Ma, eravamo davvero insieme su quella strada?”.

Quanta gente, quanta diversità. Ognuno porta con sé il segreto del suo cammino, difficile da rivelare e impossibile da scoprire. Ci sono degli sguardi, c’è “Buon Cammino”, un sorriso, c’è la condivisione anche solo di un piccolo pezzo di strada. Dagli incontri ho imparato la gratuità perché bisogna imparare ad apprezzarli senza attaccarsi, apprezzare il dono dell’incontro in quanto tale. Ancora una volta ci si alleggerisce dalla nostra volontà di possedere. Il pellegrino con cui hai condiviso una tappa, difficilmente lo ritroverai sui tuoi passi il giorno dopo, ma se per caso la rivedi  in un bar, nella fila per ottenere una stanza in un ostello o davanti alla cattedrale, dFoto: Il finale di un cammino è il principio del destino! #fatica #costanza #camminodiSantiago #114kmifficilmente si sarà dimenticato di te. Gli incontri che si fanno sul cammino non si possono dimenticare.

Sul cammino si incontrano quelli che noi abbiamo chiamato gli angeli custodi e noi stessi possiamo diventare gli angeli custodi di qualcun altro con una parola di incoraggiamento, un’indicazione, un sorriso, un momento di ascolto, condividendo emozioni con chi è solo. Non si è pellegrini da soli, lo si è con gli altri, in mezzo agli altri. Non interessa che cosa fa uno nella vita di tutti i giorni, tutti i pellegrini sono uguali non c’è ricco, né povero, né debole, né forte, né giovane, né ricco (Gli unici che si possono discriminare sono quelli che fanno il cammino senza zaino perchè usano il servizio “Trasporto Mochilla”! ahahahah)

Spesso durante il cammino mi è venuto in mente Christopher McCandless, di Into The Wild, anch’io mi sono messa in cammino per trovare qualcosa. Per sentirmi parte di questo mondo, per cercare di rendere migliore questo mondo. Il mio annullarmi, il mio scappare dalla società per rinascere mi ha portato a capire ancora una volta che è proprio vero: “La felicità è reale solo quando è condivisa” e la sfida è cercare di vivere come sul cammino ogni santo giorno dell’anno.

Il giorno dell’ arrivo si provano sentimenti diversi, gioia, sorpresa, tristezza, straniamento, nostalgia.

Gioia perché si è raggiunta la meta. Sorpresa di essere lì, tanto che avrei voluto restare sdraiata davanti alla cattedrale per ore nonostante la pioggia. Sorpresa di essere riusciti in quello che non credevi e in una maniera del tutto naturale. A casa spesso chiedono come è possibile camminare così tanto. Eppure è possibile e senza essere eroi.

Il paradosso è che il Cammino di Santiago comincia al ritorno.
Si ritorna con il cuore e lo spirito leggeri. Si è più essenziali, più tolleranti, più in pace con noi stessi.
Si torna diversi perché, abbiamo fatto esperienza che si può essere capaci di vivere anche senza niente perché c’è sempre un pezzetto di cielo da poter guardare.

Ho un consiglio, forse prematuro visto che è il mio primo cammino ma sento l’esigenza di dirlo: costruite il vostro cammino giorno per giorno, sulla base delle vostre sensazioni e non lasciatevi prendere mai dalla fretta. Ogni attimo impiegato in più sul Cammino di Santiago avrà arricchito il resto della vostra vita.

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3 pensieri su “Buon viaggio hermano querido e buon cammino ovunque tu vada – Cammino di Santiago 2014

  1. Pingback: La Nostra Estate In Musica #3 | Recensioni Casuali

  2. Io quest’estate ho fatto un bel pezzo della via Francigena, qui in Italia: non c’entra nulla con Santiago, ma visto che dicevi di voler fare altri viaggi… Finché mantieni anche solo un motivo per tornare a casa, ogni viaggio varrà la pena di essere intrapreso!

    ¡Buen camino, suseya!

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