Miyazaki passion #1: Il Castello errante di Howl

Mi è scoppiata la Miyazaki passion!!!!

Lo posso dichiarare. Anzi, sento il bisogno di urlarlo al mondo. Chiunque dovrebbe guardare i film di questo genio giapponese, dovrebbe lasciarsi andare alle meravigliose ambientazione, dovrebbe innamorarsi di questi personaggi meravigliosamente caratterizzati e di queste storie così bizzarre e intrise di significato. Così mi sono detta, vivointempibui deve fare una rubrica interamente dedicata a lui.

Un film a settimana (non chiedetemi di rispettare un giorno fisso, a sorpresa arriverà!).

castello-errante-howlPer la prima puntata di questa rubrica ho scelto “Il castello errante di Howl”, film d’animazione di produzione Giapponese del 2004. E’ tratto dal romanzo di una scrittrice che dicono sia stata la J.K. Rowling di fine secolo, Diana Wynne Jones. Romanzo, per altro, a quanto pare introvabile (vi prego aiutatemi che voglio ASSOLUTAMENTE leggerlo!) sia su internet che in libreria!

In questo film Miyazaki sceglie di immaginare l’Inghilterra di fine ottocento. C’è la piccola Sophie, diciottenne, che lavora nel negozio di cappelli che era appartenuto al padre defunto. Costantemente tiranneggiata dalla madre non riesce a lasciare il lavoro che tanto la far star male per paura di fare un torto al padre. Casualmente un giorno viene salvata dal biondissimo, bellissimo, affascinantissimo mago Hawl, che sta scappando dagli scagnozzi neri della perfida grassona, la strega delle terre desolate. A quanto pare, questa straga, innamorata del mago, mossa da una profondissima invidia, trasforma Sophie in una vecchietta novantenne!! La zoppicante nonnina decide di partire (e quando c’è di mezzo un viaggio io mi sciolgo!) alla ricerca di qualcuno che possa liberarla dal suo incantesimo malvagio. Sulla sua strada incontra il famigerato castello errante di Howl,  sarà li dentro la persona in grado di liberarla dal suo incantesimo? Oppure sarà l’amore a farle riassumere le vecchie sembianza? Niente spoiler, giuro!

D’accordo, “La città incantata” è IL capolavoro di Miyazaki però fidatevi, questo film ho un sacco di spunti molto interessanti.
Quello che adoro di questo film è la costante dicotomia, ad iniziare dall’immobile-mobile castello errante, per poi continuare con Sophie che nel vecchio corpo, che le è stato imposto, riesce ad esprimere l’energia e la vitalità dei suo 18 anni, prova dei forti sentimenti che il suo iniziale bisogno di lavorare per non deludere il padre, la costringeva a reprimere; per poi concludere con Howl, mago restio a combattere la guerra in corso, ma in prima fila per fermarla.
Ho amato questo film perché racchiude, a parere mio, tutti i temi che mi stanno a cuore: VIAGGIO (interiore e fisico), AMORE e FAMIGLIA.

La grafica ed i disegni sono splendidi: i paesaggi, l’ambientazione trasportano davvero lo spettatore in un ambiente da sogno, come in pochi altri film d’animazione, come la scena in cui Sophie, emozionata, guarda il lago e dice “E’ la prima volta che provo un tale senso di quiete”. Un caleidoscopio di colori affascinante, a tratti bizantino nella sua minuziosità. Le montagne ed i panorami, come pure i personaggi, richiamano alla mente fiabeschi spezzoni di “Heidi” o “Candy”, teneri ricordi di anni fa quando, prima di andare a scuola, guardavo vecchi cartoni alla tv.

castello errante

La genialità di Miyazaki era emersa in modo speciale ne “La città incantata” ed è confermata certo anche in questo lungometraggio, ma l’impressione è che il regista parli un linguaggio narrativo troppo elevato per buona parte del nostro pubblico, forse abituato ad opere più lineari e di gusto tradizionale per la cultura europea. Il personaggio di Howl appare a tratti affascinante, a tratti tormentato da sinistre maledizioni: non è un maghetto dalle mille risorse a cui tutto riesce semplice.

Nulla è semplice, nulla scontato; tutto cambia, magico ed imprevedibile, in un susseguirsi di emozioni, che prendono quota quando la colonna sonora, eccellente, disegna sentimenti d’ampio respiro in un connubio etereo con i sognanti paesaggi.

Cattura

Capisco chi può non essere conquistato dalle vicende del film, ma non si può discutere sul valore artistico dell’opera.

Pochi sono i film che migliorano le persone e dopo aver visto tale opera posso affermare di esserne uscito cambiato almeno un pochino. La raffinatezza dei disegni, il livello di dettaglio dei particolari, i disegni classici magistralmente uniti all’animazione digitale rendono questo film un concentrato di stati d’animo ed astrazioni atemporali che smarriscono il pubblico in una fulgida e vibrante visione onirica che sempre più, con l’avvicinarsi della stupenda conclusione, coinvolge lo spettatore adulto immergendolo nella Vera Fantasia che è ormai appannaggio esclusivo dei soli bambini.

Cattura

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4 pensieri su “Miyazaki passion #1: Il Castello errante di Howl

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