Un giorno, tre autunni.

Un giorno, tre autunni.

E’ un proverbio cinese usato quando ti manca qualcuno così tanto, che un giorno pesa come fossero passati tre anni.

Secondo la mitologia greca, gli umani originariamente furono creati con quattro braccia, quattro gambe e una testa con due facce. Temendo il loro potere, Zeus li divise in due parti separate, condannandoli a trascorrere le loro vite a cercare l’altra metà.

È questa la mancanza di cui parlo, una profonda sensazione di vuoto, un costante bisogno di QUELLA persona accanto, di quel meraviglioso benessere che fa sentire pieni.

Mi mamma mi chiese un giorno: “Marti, dimmi cosa ti manca, di cosa hai bisogno?” e nella mia testa al risposta era chiara, una persona che mi voglia dannatamente bene. Una persona su cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà, una persona su cui poter contare, una persona da amare. Mi manca una persona che sappia ASCOLTARE.

Quando diedi questa risposta a mia mamma lei mi rispose: ” Ma tu non devi pensare a questo, ora il tuo obiettivo è quello di studiare, trovare lavoro e….” un paio di cazzi! Sono alla continua ricerca dell’altro lato del mio filo rosso e ora come mai prima sento una spinta, mi sento attratta verso qualcosa… o qualcuno.

Filo rosso? Ah, forse non conoscete la storia…

Anni fa, durante una vacanza in Grecia, conobbi una ragazza Spagnola di cui sinceramente non ricordo neanche il nome, lei rimase per sempre la ragazza del filo. Mi raccontò una storia meravigliosa. Mi disse che esiste il filo rosso del destino, secondo la tradizione Giapponese ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati: il grande amore, per noi occidentali la nostra anima gemella. Le due persone così unite, sono destinate a incontrarsi, non importa il tempo che dovrà passare, le circostanze o le distanze che le separano.
 Perché, il filo rosso, sarà lunghissimo e fortissimo e non si spezzerà mai. Sarà lo stesso destino a tenerlo saldo e unito finché esse non s’incontreranno.

Ecco, avevo pensato, sono sempre la solita sfigata! Il mio mignolo sinistro è quello acciaccato, quello che penso di aver rotto da piccola senza neanche rendermene conto, è storto. Difettoso. Questa è la risposta a tutti i miei problemi amorosi!!!!

Però, nonostante il mignolo monco, mi piace pensare che tutte le scelte che ho fatto, sono state una meravigliosa occasione. L’occasione di incontrare l’altro lato del mio filo rosso. Me ne sono date parecchie in questi anni di occasioni, ora voglio fermarmi.

… e tu? Per quanto ti fermi? Preparo la vita o preparo il caffè?

Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause. Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine.
– Massimo Bisotti

Non voglio che diventiamo abitudine. Cambiamo?

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2 pensieri su “Un giorno, tre autunni.

  1. Che bel post. A volte la mancanza è terribile, terribile è sapere che ti manca qualcosa e non riuscire bene a far mente locale e capire cosa. Il mio filo rosso si è spezzato, non so se la vita mi darà una seconda occasione o se come una vittima di un Dio greco sarò destinata all’eterna attesa. Per ora sono ferma e non aspetto più nulla, che l’attesa è la parte peggiore, ricca di cocenti delusioni.

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