Emozioni Danesi. Vivi hyggelig e sii felice!

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Quando cade la pioggia a Copenaghen sembra che suoni. Le goccioline finissime e impercettibili, sembrano quasi tanti piccoli cristalli che si infrangono sui ciottoli e fanno uno strano rumore che sembra quasi neve. Neanche la pioggia fa rumore a Copenaghen.

Incredibilmente nessuno corre a ripararsi sotto e tettoie dei palazzi, che nel frattempo si sono colorati di una luce così particolare che è impossibile da descrivere, tutti continuano a camminare tranquilli come se nulla stesse succedendo. Si mettono il cappuccio e sorridono.

Massì, perchè se c’è una cosa che ho capito è che i danesi amano rendere tutto “hyggelig”, che non so bene come si traduce letteralmente ma a me piace definirla LIETEZZA. Lo so, lo so che forse nel vocabolario italiano non esiste ma rende bene l’idea. I danesi riescono a “Lietificare” ogni cosa. Diciamo che, in ogni esperienza che si fa a Copenaghen, c’è sempre quella specie di calma interiore che assomiglia alla sensazione meravigliosa di stare seduti davanti ad un camino con un libro meraviglioso e del the. SERENITA’.

E adesso ditemi voi: chi non metterebbe la firma per vivere così?

Ci credo che sono considerati il popolo più felice del mondo, sono ricchi, hanno assistenza sanitaria e istruzione gratis, redditi mozzafiato, verde ovunque e birra… tantissima birra!!! Ah, dimenticavo, lavorano solo fino alle 16.00, poi tutti a casa!

Dunque, se la godono. Bevono e mangiano, s’ingozzano di vin brulè e caramelle. Spendono. Spendono tantissimo.

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Bar e ristoranti sono sempre gremiti di gente (fino alle 21.00 poi chissà dove va la gente, proprio non sono riuscita a spiegarmelo!!) che chiacchiera seduta su lunghi banconi, tutti insieme, senza grandi pretese, la cosa importante è passare del tempo in compagnia.

«Ehi, ti sei parsa? Posso aiutarti io se vuoi!», mi sento chiedere in un inglese mezzo danese. Alzo gli occhi dalla cartina gigantesca e vedo un biondino piuttosto belloccio che mi fissa. Ok, ma perché a Copenaghen siete tutti così fighi? In effetti, i danesi sono attraenti e inconsapevoli di esserlo. Sembra sempre che ci stiano provando, ma non è così…. Triste Verità.

Io era a Vesterbro, l’ex quartiere a luci rosse che è improvvisamente diventato il più alla moda della città. Come ho capito che era un quartiere a luci rosse? Passeggiavo per le vie cercando un ristorante trovato su Trip Advisor, mi guardo attorno e trovo solo sexy shop con commesse mezze scosciate che, avendo finito di lavorare, escono senza preoccuparsi del freddo con minigonne mozzafiato e parrucche, oserei dire, vistose (mi limito a questo aggettivo!).

Solo una volto tornata a casa ho scoperto che  all’Øksnehallen,  fino al ‘900 si macellava ancora il bestiame, ora al suo interno ci sono mostre, rappresentazioni, concerti e sfilate di moda ma passeggiando per il viale alberatosi scorge quel che rimane del macello bianco, ancora in funzione, chiudiamo anche quello?

Poi c’è Tivoli, la quintessenza della “hygge” danese che al suo interno ospita un edificio da nabbabbi, solo 13 stanze, ognuna contiene un caminetto e un paio di Havaianas nell’armadio. Conosco una persona a caso, che apprezzerebbe tantissimo! Eppoi ci sono due ristoranti, un negozio di delicatessen, una cioccolateria, una latteria, una vineria e pure un chiosco di hot dog dove un panino costa 49 corone, cioè 8 euro. Ho letto da qualche parte che il signor Walt Disney, visitò Tivoli e deciso di aprire un parco simile in America…. sì, nacque proprio a Copenaghen l’idea di Disneyland!

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E la Sirenetta? Oh mia amata Sirenetta perchè sei così difficile da scovare? Poi ci credo che sei destinata a soffrire e ad essere preda dei vandali che un giorno ti colorano di rosso, un altro ti coprono con un burqa per protesta e la mattina dopo ti decapitano.

Però qua, in questa città, si corre pure il rischio di innamorarsi. Di una sedia, di un lampadario a forma di carciofo. Oppure di una bionda apparizione. Che, di solito, neanche se la tira.

Si corre il rischio di innamorarsi di un baretto al Nyhavn con le seggioline di vimini e le coperte per permetterti di bere una birra con il vento gelido,

Si rischia di rimanere affascinati delle finestre delle case senza tende, sempre illuminate, sempre pronte a mostrare scorci di vita quotidiana, una mamma che prepara la cena, un bambino che gioca con il suo trenino, due fidanzati che litigano o due anziani che guardano la tv. Tutto così, alla portata di tutti, senza veli e senza censure.

Si rischia di rimanere stupefatti dalla luce del sole che alle 15.00 inizia a calare e permette alle persone di vivere di tramonti mozzafiato, di avere sempre un motivo per finire la giornata in maniera sorprendente.

Si rischia di essere investiti da una bicicletta che viaggia 800 km/h mentre si cerca di attraversare la strada.

Si rischia di sentirsi fuori luogo al ristorante con indosso 2 maglioni di lana, il piumino e 3/4 sciarpe. Sì, perchè attorno a te vedrai solo persone con le maniche corte e i risvoltini ai pantaloni.

Si rischia di desiderare tanto una persona che ti regala dei tulipani coloratissimi, bagnati dalla pioggia, comprati in uno dei meravigliosi mercatini della città.

Si rischia di spendere tutte le ultime Corone Danesi in uno dei 1000 Tiger della città. Come dice la mia amica Giadina, penso proprio che Tiger sia stato inventato per i turisti che devono disfarsi degli ultimi spicci!!

Così mi ritrovo qui, davanti allo schermo di un computer a riguardare le foto che ho scattato, gli attimi che ho immortalato, i volti che inconsapevolmente rimarranno per sempre impressi in una cornice che verrà appena in mezzo alle decine e decine di tramonti della mia stanza.

“Mi sentirei di dirti che il viaggio cambia un uomo
E il punto di partenza sembra ormai così lontano
La meta non è un posto ma è quello che proviamo
E non sappiamo dove né quando ci arriviamo”

Grazie Copenaghen, mi hai dimostrato per l’ennesima volta che il mio modo hyggelig di vivere non smetterà mai di piacermi da impazzire.

A presto ❤

 

 

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3 pensieri su “Emozioni Danesi. Vivi hyggelig e sii felice!

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