Sentirsi a casa.

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Conosco un luogo dove si respira costantemente l’ardente bisogno di “Sentirsi a casa”. Una casa come tante ma che porta dentro di sé una fiaba che narra di un diritto negato, un diritto che dovrebbe essere inalienabile, primordiale e così scontato.

DIRITTO DI VIVERE IN UNA FAMIGLIA.

Io in quella casa ci ho vissuto un anno. Un anno accanto a piccole meravigliose pesti. Insieme abbiamo studiato, abbiamo parlato, abbiamo cucinato, siamo stati in vacanza al mare o sulle giostre, abbiamo pianto e abbiamo riso. Abbiamo cercato, giorno dopo giorno, qualcosa che assomigliasse ad un “luogo sicuro” dentro di noi, che potesse svelarci il significato di “sentirsi a casa”.

Per mesi mi sono dannata alla ricerca di un motivo per cui per i miei bimbi fosse così difficile “Sentirsi a casa”. Ero arrabbiata che qualcuno avesse DECISO di potare loro via questa meravigliosa sensazione. Così un giorno presi un foglio bianco e prima di coricarmi ci scrissi sopra tutto ciò che per me significava casa…

Senza rendermi conto, giorno dopo giorno, portai la mia casa nella vita di questi bambini. Raccontavo loro delle lunghe passeggiate che facevo con Ben, di quanto ci volesse a pulirlo, delle grandi russate che faceva ai piedi del mio letto e di quanto, dopo una lunga giornata con loro, rientravo a casa e lui mi aspettava sul divano pronto a coccolarmi. Spiegavo loro che il Venerdì è giorno di pulizia, a casa mia si cambiano le lenzuola e io adoro andare a dormire in mezzo alle lenzuola pulite che profumano sempre di violetta. Provavo a far immaginare loro i grandi pranzi della domenica, con il nonno Piero che immacabilmente, in ogni stagione, prepara la polenta con i bruscitti e la nonna fa la pasta con il pesce, due pietanze che tra loro non c’entrano nulla, ma a casa Zanotti sono la colonna portante dei raduni familiari.

Poi una Domenica come tante, alla Casa Gialla decisi di preparare la polenta del nonno Piero. Io e il piccolo V. passammo tutta la mattina a “rugare” con un lungo mestolo, quando ci ritrovammo tutti insieme a tavola, esclamò con grande soddisfazione: “Marti, ora un po’ mi sento a casa!”.

Il giorno dopo gli portai una bellissima foto che ritraeva noi due in bicicletta, con un sorriso meraviglioso. Creammo una bellissima cornice con la pasta, la dipingemmo con le tempere e la attaccammo sopra al suo letto. Così nel giro di qualche mese accanto alla nostra foto iniziarono ad apparire tanti volti che riempivano non solo la stanza ma anche il cuore. Quando la sera si sentiva spaesato, dormiva in una piccola tenda da campeggio che avevamo montato proprio  a fianco al suo lettino abbracciato ad un grosso pupazzo di Mike Wazowski. Uno spazio sicuro, un luogo conosciuto, un pavimento solido. Casa.

Così in quell’anno l’idea di Casa ha accompagnato i miei pipponi mentali. Ho visto la sensazione di “sentirsi a casa” penetrare nel profondo di ogni bambini che a fatica ricostruiva il suo essere e ho riadattato la mia idea di casa, ho imparato a portare la mia casa in giro per il mondo così da potermi adattare in ogni situazione.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto

Mi sono sentita a casa in Burundi, quando davanti ad un falò ho ascoltato racconti meravigliosi, di bimbi con il sorriso grande e il cuore bisognoso d’affetto.

Mi sono sentita a casa davanti a tante birre bevute in un bar qualsiasi ma con la persona giusta.

Mi sono sentita a casa calpestando la terra polverosa del cammino che ho percorso da Sarria a Santiago de Compostela. La Cattedrale, mi ha accolta e mi ha confidato che il mio grande sogno, è quello giusto. Cambiare il mondo, nel mio piccolo.

Mi sono sentita a casa su un palcoscenico con indosso una parrucca rosa e una luce puntata su di me.

E così ho imparato che la casa che vai ad abitare non può essere già tutta adatta. Deve essere addomesticata. La casa deve adattarsi a te mentre la vivi, e tu devi adattarti ad essa. C’è uno scambio dinamico tra house ed home, per usare i due distinti termini inglesi, che la nostra lingua invece riunisce. Questo significa sentirsi a casa: vivere questa relazione fatta di adattamenti, aggiustamenti, pentimenti, sistemazioni continue.

La Casa Gialla, resterà sempre parte una parte fondamentale del puzzle che compone la mia idea di HOME. 

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