“Parto. Ma dove vado?”

Rebecca Vincent: A terrifically fun and colorful artist
Da giorni ormai litigo con una specie di grillo parlante isterico che ha preso dimora nel mio stomaco, un mio caro amico sostiene si chiami ansia, ma io non l’avevo mai conosciuta prima d’ora e non vorrei prendere troppa confidenza con lui.
Le mie conversazioni tipo sono: “La valigia? Hai dimenticato qualcosa? Se ti fai male? Se prendi la malaria? Attenta alle zanzare, e i pidocchi? Oh mio Dio devi assolutamente tingerti i capelli per non prendere i pidocchi. Ma dici che prenderà il telefono? Come fai a sentire i tuoi amici. E i social? Mica li puoi aggiornare.”
Io ascolto, ma non ho modo di rispondere, ogni tanto arriva Ben a salvarmi, mi porta il guinzaglio e mi fa fare una passeggiata in mezzo ai campi e quel malefico grillo se ne va.
Ultimamente abbiamo avuto una conversazione interessante e quel malefico grillaccio, forse aveva ragione, stavolta…
Era una sera calda, caldissima e io avevo una gran voglia di bere una birra in compagnia ma nessuno dei miei amici sembrava disposto ad ascoltare le mie lamentele: chi stava con il fidanzato, chi era troppo stanco, chi si doveva alzar presto e mi son detta, “bevitela da sola sta birra!”.
Mi siedo sul balcone, accendo una candela profumata alla vaniglia, stappo una Corona ghiacciata e mi rilasso.
“Ohi, ci sei? Che nervoso mi fai venire quando fai finta di non sentirmi! Son qui! Non mi puoi cacciare, sarebbe da maleducati, sono venuto a farti compagnia…. mi offri una birra?”
“Oh no, grillaccio, chi ti ha fatto entrare?”
“Tu….”
“Io?! Maledizione, ci sono cascata di nuovo!! Sei insopportabile, siediti, dai… Ma non parlar troppo che ho mal di testa!”
Silenzio.
“Scusa ma che fai? Non parli? Mi metti agitazione così!”
“Mi hai detto di stare zitto…deciditi!”
“Vabbè, parlo io…. allora ho finito di preparare la valigia con 5 giorni d’anticipo, ho stampato i documenti necessari, le vaccinazioni sono in regola e il quaderno bianco per scrivere è nello zaino. Gli amici, quei pochi che ho, li ho quasi salutati tutti. Mamma e Papà son preoccupati quel poco che basta. Il Popi è in vacanza e quindi non ha tempo di pensare ad una sorella un po’ matta in partenza per l’Altro Mondo. Al lavoro è tutto tranquillo, ho delegato un compito ad ogni collega che mi starà odiando e io ho voglia di partire. Mi han detto di tranquillizzarmi e ovviamente non l’ho fatto e direi che son pronta… “
“Scusa, Marti, precisamente dove stiamo andando io e te?”
“Io e te? No caro, io sono buona con tutti ma in questo caso non ci sto, tu stai a casa! E comunque torniamo in Burundi, cioè torno, io torno. Tu stai ad Arconate.”
“Sì, ho capito… ma dove andiamo?”
“Vado, io….Sai essere proprio noioso quanto ti ci metti, lo sai? A Mutoiy…e poi non è la prima volta che lo faccio, dai! Sono già stata in Burundi e pure in Etiopia, cosa vuoi che sia?”
“No, non hai capito la domanda, dove andiamo?”
“Vado via da qui. Lontana da Arconate, lontana da questo paese che mi è sempre stato stretto. Che alcuni giorni odio da morire, con la gente che sa sempre tutto di tutti, con la privacy che non esiste e la mentalità arretrata dei giovani…. ma che altri giorni amo, per la natura, le passeggiate eterne nei campi, i tramonti sul Canale Villoresi, uscire per fare una passeggiata e incontrare tante persone che mi salutano. Ecco, sto andando lontano da tutto questo.”
“Ah, ho capito… e precisamente perchè andiamo via?”
“Per pensare, ovvio.”
“Tu? Pensare? Ma se non fai altro tutto il giorno!!! Ho fatto gli straordinari in queste ultime settimane, maledizione!!”
“Ehi, fai poco lo spiritoso che voglio vedere te ad andare in Burundi….!”
“Infatti ci vengo!”
“Maledetto! Comunque, direi che, gli ultimi due anni non sono stati proprio semplici. Mi sbaglio? Mamma lo dice sempre che dopo il Servizio Civile non sono più stata la stessa di prima. Ho un continuo bisogno di emozioni che mi tolgono il fiato. Ho allontanato tanti amici e ho imparato a vivere la solitudine. Mi sono, finalmente, accettata per la splendida persona che mi sono ritrovata a vivere, con tutti i miei mille difetti. Con le mie gambe troppo corte, le mie maledette tette troppo grandi, il mio viso rotondo che mi fa smembrare sempre una ragazzina, i miei kg di troppo. Per non parlare del mio orgoglio oltre limiti, la mia sensibilità, la mia empatia smisurata, il mio correre dietro sempre alle persone sbagliate, il buttarmi a capofitto quando percepisco che qualcuno sta soffrendo. Per non parlare di come ho allontanato l’amore. Quello non riesco neanche a prenderlo in considerazione. Direi che, mia cara, ne ho di cose a cui pensare, o sbaglio?”
“Tutto molto interessante…Ma dobbiamo andare fino in Burundi per pensare?”
“Sì, perchè odio l’estate: fa caldo è umido e ci sono le zanzare!”
“Perchè in Burundi invece è una festa….”
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7 pensieri su ““Parto. Ma dove vado?”

  1. Buon viaggio e buon pensare cara Marty …. e se riesci come per magia portarci via un po’ dei nostri problemi e trasformarli in risorse …. potremmo chiamarti la Mary Poppins … la vita va presa un po’ come viene … al volo le occasioni, le bellezze di tutti i giorni, ed anche le bruttezze dei giorni buoi … la vita è tanto bella che prima o poi capirai dove vuoi andare ……… un sacco di bene x te e x tutto quello che farai in questo viaggio e nella vita ……. e solo un consiglio , cerca di volerti un po’ più bene e ogni tanto pensa a te stessa ……………… tvb zia Monica

    • Ciao Zia, grazie per le belle parole… le porterò con me nei giorni africani con il cuore pieno di tutte le emozioni meravigliose che vivrò!! Cercherò di portarmi via un po’ di tutti quei pensieri difficili, negativi e grigi che abbiamo e di riportarli indietro pieni di speranza e voglia di cambiare il mondo, anche ne nostro piccolo!! ❤

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